Definizione dei meccanismi patogenetici e studio di nuovi approcci terapeutici nella sindrome di Jamuar

La sindrome di Jamuar è un'encefalopatia epilettica ultra-rara dell’età pediatrica, descritta per la prima volta nel 2021, con circa 40 pazienti identificati in tutto il mondo. È causata da varianti patogene bialleliche nel gene UGDH, che codifica per un enzima coinvolto nella biosintesi dei glicosaminoglicani e nell’organizzazione della matrice extracellulare (ECM) cerebrale. Le conoscenze dei meccanismi molecolari alla base di questa patologia sono ancora molto limitate.  

Nel corso di tre fasi progettuali finanziate consecutivamente, il nostro gruppo ha sviluppato modelli neuronali 2D e 3D per lo studio della malattia mediante approcci di multi-omica e analisi avanzate. È in corso la generazione del primo modello murino della sindrome tramite tecnologia CRISPR/Cas9, con l’obiettivo di approfondire la comprensione della patologia in un contesto fisiologico complesso. All’interno di questi sistemi sperimentali vengono inoltre valutati approcci farmacologici. 

Questa attività integrata unisce lo studio dei meccanismi biologici alla valutazione preclinica, con l’obiettivo di porre le basi per lo sviluppo di future strategie terapeutiche. 

Dettagli del Progetto

Stato
In Esecuzione
Coordinatore
Emanuela Bottani
Durata
nov. 2023 – in corso
Ente Finanziatore
Fondazione Telethon, Banca d’Italia
Precedente

Definizione del meccanismo di malattia e sperimentazione di nuovi approcci terapeutici nelle forme da difetto della proteina NUBPL

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CureMILS – Una strategia basata su riprogrammazione cellulare per il riposizionamento di farmaci nei pazienti con sindrome di Leigh a trasmissione materna 

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La sindrome di Jamuar è un'encefalopatia epilettica ultra-rara dell’età pediatrica, descritta per la prima volta nel 2021, con circa 40 pazienti identificati in tutto il mondo. È causata da varianti patogene bialleliche nel gene UGDH, che codifica per un enzima coinvolto nella biosintesi dei glicosaminoglicani e nell’organizzazione della matrice extracellulare (ECM) cerebrale. Le conoscenze dei meccanismi molecolari alla base di questa patologia sono ancora molto limitate.  

Nel corso di tre fasi progettuali finanziate consecutivamente, il nostro gruppo ha sviluppato modelli neuronali 2D e 3D per lo studio della malattia mediante approcci di multi-omica e analisi avanzate. È in corso la generazione del primo modello murino della sindrome tramite tecnologia CRISPR/Cas9, con l’obiettivo di approfondire la comprensione della patologia in un contesto fisiologico complesso. All’interno di questi sistemi sperimentali vengono inoltre valutati approcci farmacologici. 

Questa attività integrata unisce lo studio dei meccanismi biologici alla valutazione preclinica, con l’obiettivo di porre le basi per lo sviluppo di future strategie terapeutiche. 

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